"Galileo" è un film del 1968 diretto da Liliana Cavani che racconta la vita di Galileo Galilei e che si concentra sul conflitto tra Galileo e la Chiesa cattolica, in quanto lo scienziato toscano difendeva la teoria copernicana, che sosteneva che la Terra ruotasse intorno al Sole. Galileo è costretto a ritrattare le sue teorie per evitare la condanna dell'Inquisizione, ma continua a credere nella verità scientifica.
Liliana Cavani inizia a raccontare la storia di Galilei dalla dimostrazione a Venezia dell'origine dei nervi dal cervello e non dal cuore, come sosteneva Aristotele, evento in cui gli viene consegnato il telescopio, con la richiesta di migliorarlo.
Quando insegna a Padova perfeziona il telescopio con il quale scopre che la superficie della luna è come quella della Terra e osserva dei nuovi pianeti, che tenta di far vedere ai suoi studenti senza alcun successo. Questo perché secondo lui credono. Tutto questo mentre a Roma è in atto il processo contro Giordano Bruno, che verrà poi arso al rogo.
Dopo questo fatto va via da Padova e torna in Toscana, dove prosegue con i suoi studi e scrive la sua opera più famosa: "Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo" con il permesso della Chiesa, che viene revocato, nonostante le modifiche attuate dallo scienziato concordate con la Chiesa, durante la stampa.
Dopo questi fatti Galilei viene chiamato a Roma dal tribunale dell'Inquisizione, davanti al quale tenta di difendersi fino alla fine ma abiura per salvarsi la vita davanti alle torture che l'avrebbero aspettato.
Alla fine del film la Chiesa inserisce il "Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo" nell'Indice dei libri proibiti e ne vieta la pubblicazione.
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