Kant può essere considerato un uomo monotono che non ha mai viaggiato come i filosofi contemporanei. Non si può dire che non sia puntuale e che non ebbe una successione regolare di attività per tutto i giorni della sua vita, questo probabilmente per via della religione della madre: il "pietismo", che impartiva una via pia, intransigente e moralmente vigorosa.
Immanuel Kant visse due fasi principali: quella precritica e quella critica.
Nella prima si formò sui testi razionalistici ed empiristici, che gli fecero venire i primi dubbi sulla validità della metafisica. In questo periodo scrisse "Sogni di un visionario chiariti con i sogni della metafisica", in cui dichiara che quest'ultima sia non meno illusoria dei sogni di un visionario.
Nella fase del criticismo egli scrisse molte opere, tra le quali le più famose, ovvero le sue critiche: "Critica della ragion pura" per la quale si ritira completamente dalla società in quanto l'impegno teorico assorbiva le energie del filosofo, "Critica della ragion pratica", "Critica del giudizio".
Scrisse poi anche "La religione nei limiti della semplice ragione", in cui ironizza sulla politica religiosa del governo prussiano, "Per la pace perpetua", nella quale si concentra sull'importanza di una politica etica e "Metafisica dei costumi", all'interno della quale prende posizione contro il dispotismo e appoggia la libertà di pensiero.
Durante il governo del sovrano illuminato Federico ll, il filosofo di avvicinò all'antidogmatismo, all'esaltazione della ragione e prese posizione contro i pregiudizi. Questo gli conferì un carattere critico e vigoroso, che segnò i confini che delimitano la conoscenza ma che ne garantiscono la validità universale e necessaria per rispondere agli interrogativi sull'esistenza.
Il filosofo tedesco rifletté sul razionalismo, che non poteva far conto sulla metafisica, in quanto fonte di oscurità e contraddizioni, che portano il pensatore al rischio di cadere nell'errore facendo a meno dell'esperienza.
Kant critica anche l'empirismo, dato che da vita a posizioni scettiche che negano il sapere il universale e necessario all'uomo.
Il suo progetto criticistico vuole indagare quindi le capacità ei limiti della ragione umana.
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