Per Cartesio esiste una terza verità: l'esistenza del mondo esterno data della sicurezza del cogito e di Dio, che ha creato delle cose fisiche evidenti, quindi esistenti. Essendo Dio garante di una conoscenza chiara e distinta, l'uomo non può basarsi sulle proprietà percepite mediante i sensi, ma sa che se una cosa esiste occupa una spazio fisico e permane l'idea di qualcosa di esteso nello spazio.
Il filosofo francese da fondamentale importanza alla ragione, cioè alla conoscenza scientifica, piuttosto che alle proprietà variabili e soggettive, non passabili di considerazione scientifica.
Per questo la scienza cartesiana è oggettiva e quantitativa depurata dagli aspetti qualificativi.
Il mondo è composto da una sostanza estesa uniforme e continua nelle tre dimensioni, senza limiti e indefinita che varia di forma, totalmente l'opposto dello spazio vuoto, considerata da Cartesio un'idea contraddittoria.
La sostanza di cui è composto il mondo è in movimento ed è fatta da particelle divisibili in altre parti più piccole.

La fisica cartesiana si basa su tre principi:
1. inerzia;
2. moto rettilineo;
3. conservazione della quantità complessiva del moto.
Questi tre principi danno stabilità e ordine al mondo e tra i corpi in contatto vicendevole.
La fisica di Cartesio basa su esempi dell'esperienza quotidiana, che garantisce un metodo sperimentale e una prova delle ipotesi con un esperimento.
Con questo ragionamento, Cartesio vuole criticare il finalismo della natura, pensiero per il quale il mondo è un prodotto necessario delle leggi della materia e del moto.
Dalla fisica cartesiana si passa al meccanicismo, per il quale la natura è un congegno organizzato dalle qualità oggettive e l'universo fisico è una grande macchina governata dalle leggi dei corpi estesi e in movimento.
Cartesio prende quindi ispirazione dalle macchine per analizzare anche la biologia e la psicologia, ad esempio i nervi sono i tubi delle fontane e i muscoli e i tendini sono delle molle.
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