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"Cartesio" di Roberto Rossellini


"Cartesio" è un film del 1974 di Roberto Rossellini che racconta la vita e le idee di Cartesio(René Descartes),  filosofo e matematico francese del XVII secolo. Il film si focalizza sulla sua ricerca di certezza e verità attraverso il dubbio metodico. Cartesio ha rivoluzionato la filosofia occidentale con la sua affermazione "Cogito, ergo sum" ("Penso, quindi sono"), che marca il ruolo centrale del soggetto pensante nella costruzione della conoscenza. Il film segue Descartes nel suo viaggio intellettuale e spirituale ed analizza le sue relazioni con altri pensatori dell'epoca e il suo impatto sulla filosofia moderna.

Il lungometraggio comincia con l'arrivo di Cartesio a Parigi, dove il suo mentore non segue la scienza di Aristotele e dove inizia a condividere le sue idee, dato che lì si discute di tutto e si vuole essere liberi.
Un giorno Cartesio si chiude nella sua stanza e riflette sul fatto che per conoscere la verità deve liberarsi dalla sua infanzia, dagli insegnamenti ricevuti e dei suoi errori, così decide di andare in Olanda per essere libero.
Cartesio risolve un problema di un matematico senza problemi proponendo una soluzione esatta, quella scientifica e matematica, e assiste a una lezione di anatomia, basata su Aristotele, durante la quale afferma che bisogna vedere il mondo in modo matematico.
Cartesio fa i calcoli per calcolare la massima gittata per l'ipotetica guerra.
Prima di scrivere trattati il filosofo deve ancora riflettere, quindi viaggiare, quando arriva in Germania fa 3 sogni con dei significati: il primo raccontava degli errori della sua vita passata, il secondo rappresentava l'avvenire e la falsità della conoscenza umana. Cartesio vuole creare le basi per un nuovo sapere e quindi riparte nuovamente, lasciare la Francia, per questo vende parte del terreno ereditato dalla madre.
Ogni volta che torna in Francia trova un motivo per non tornare, in questo caso la condanna del re di chi era contro la filosofia aristotelica.
Dopo anni scrive le "21 regole per la guida dell'intelligenza", opera che espone dove ha studiato. Parte nuovamente e rimane in Olanda perché sta bene e torna spesso da Beckman, il matematico che aveva affisso quel problema al muro, che aspetta ancora i trattati sulla matematica e sulla geometria.
Viene incoraggiato a viaggiare per scoprire la verità. Assiste a osservazioni astronomiche dell'astronomo Citus, che il filosofo ritiene imprudente perché il suo metodo ha introdotto nuovi pianeti.
Cartesio arriva in un'università dove risponde a tutti i quesiti che gli fanno, e dei francesi, alla locanda, gli chiedono il trattato in nome di padre Marsain. Il filosofo disseziona un corpo di un animale quando il suo servo muore. Cartesio scopre che Elena aspetta suo figlio e per quell'occasione discute col medico. 
Un amico lo mette in guardia, perché come Galilei non scriveva sulla teologia, ma è stato preso di mira dall'Inquisizione lo stesso. Ad un certo punto Cartesio decide di pubblicare tutti i suoi trattati, ma teme la Chiesa.
Nasce la figlia Francine, ma Elena non può venire a vivere con lui. 
Arriva a Utrech, dove espone la sua opera metafisica e pronuncia la sua celebre frase "Penso, quindi sono".
Ritorna a casa e riparte verso il tipografo per il "Dialogo sul metodo". Il suo trattato solleva obiezioni, in quanto, secondo lui, solo la ragione porta alla salvezza. 
Alla fine Francine muore e lui rimpiange di non aver passato tempo con lei.

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