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Galilei e la scienza moderna

 

La novità della posizione di Galileo
Galilei verificò per la prima volta in modo empirico la teoria copernicana. Questa verifica era di tipo oggettivo e rappresentava la vera struttura fisica dell'universo secondo l'idea del copernicanesimo.
Quindi il sole era il centro del sistema planetario, svolta epocale per via della riformulazione delle basi metodologiche della scienza moderna. Questo avvenimento ridefinì i rapporti tra la scienza e la religione e la filosofia.




Gli studi e le scoperte astronomiche
Galilei si forma a Firenze e poi diventa insegnante  a Pisa e poi a Padova, dove visse con una maggiore sicurezza economica, inventa il telescopio e ne migliora l'utilizzo per guardare il cielo e scoprire le macchie solari, le catene montuose, le valli e i crateri sulla Luna e i 4 satelliti di Giove, che riporta nel Siderius Nuncius.

La condanna e l'abiura

Nel 1612 la teoria di Copernico venne condannata come eretica. L'anno dopo Galilei scrisse a padre Castelli una lettera in cui sosteneva che la Bibbia avesse uno scopo etico e religioso ma non scientifico, per questo la scienza e la fede avevano due competenze separate.
Nel 1623 lo scienziato pubblica Il Saggiatore e nove anni dopo il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, scritto in volgare e in forma di dialogo, in cui conferma la teoria di Copernico. Per questo nel 1633 fu costretto ad abiurare e a passare il resto della vita nella sua casa di Arcetri.

La critica al "principio d'autorità"
Il principio d'autorità era per Galilei astratto, sterile e incentrato sui testi tradizionali che potevano presentare sottigliezze verbali e formalismo vuoto. L'ipse dixit si basava sull'essenzialismo, cioè la ricerca dell'essenza e della natura intima dei fenomeni naturali, e sul finalismo, ovvero che le parti componenti della natura fisica esistessero per l'utilità dell'uomo; correnti di pensiero riconducibili solo alla teologia.

Sensate esperienze e necessarie dimostrazioni
Le sensate esperienze sono fondamentali per Galilei dato che sono osservazioni mediante i sensi, in particolare la vista, come afferma nel Dialogo sui due massimi sistemi del mondo. Queste osservazioni, mosse dall'interesse teorico, erano la base per arrivare a intuizioni da cui partivano ipotesi logico-matematiche(le necessarie dimostrazioni) per poi arrivare a delle conclusioni. L'osservazione diede vita anche al principio d'inerzia e alla deduzione logico matematica per la quale tutti i corpi cadono con la stessa velocità in assenza di attrito.

Il ruolo dell'esperimento
Il cimento non è altro che la verifica o la conferma sperimentale di un'ipotesi, questo per la necessità di creare condizioni, riproducibili se possibile, delle condizioni in cui si verificano i fenomeni.

La visione quantitativa dell'universo
Galileo Galilei riteneva che l'universo fosse un libro scritto in lingua matematica, questa idea porta alla concezione matematica dell'universo e della natura e al fatto che la conoscenza umana rispecchi mirabilmente la struttura della realtà fisica.
Bisogna quindi distinguere tra qualità soggettive, che dipendono  dalla relazione in base ai sensi, e oggettive, rapporti matematici e quantitativi che permettono lo studio dei corpi con proprietà misurabili e connessioni causali.
Questi elementi rendono Galilei l'iniziatore della scienza moderna.

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