Giordano Bruno è amante della natura ed è il primo ad affermare l'infinità dell'universo
Il cosmo infinito
Giordano Bruno ritiene che il cosmo sia infinito con mondi infiniti per i principi del mens super omnia, Dio, e del mens insita omnibus, Dio immanente come "anima del cosmo". L'ultimo principio si collega alla forma e alla materia, aspetti dell'unica sostanza universale e infinita.
Per questo Bruno ha una visione panteista, in quanto Dio coincide con la natura. Per questo l'uomo può impadronirsi delle leggi dell'ordine dell'universo e conquistarne i segreti in quanto partecipe.
La cosmologia aristotelica dissolta
Nella cosmologia aristotelica uno spazio infinito era inconcepibile perché portava a paradossi e a contraddizioni. Per Giordano, invece, l'universo era infinito con infiniti mondi e quindi aperto con tutto centro e periferia allo stesso tempo.
Perciò l'essere era infinito e non delimitato dal nulla.
Si apre tuttavia un conflitto con la Chiesa, in quanto la Terra e l'uomo non erano più al centro e venivano valorizzati tutti gli enti dell'universo e veniva esaltata la ragione umana, con la quale veniva riconosciuta l'illimitata potenza divina.
L'esaltazione della tecnica e dello spirito d'iniziative dell'uomo
L'uomo è quindi per Bruno un essere naturale e divino partecipe al processo creativo di Dio. Per questo l'essere umano ha la capacità di contemplare e trasformare il mondo tramite l'intelletto e le mani che gli permettono di avere la capacità pratica e quella intellettuale, fondamentali per la comprensione del mondo e il progresso tecnico e scientifico. Quindi il lavoro manuale ha una certa dignità, in quanto causa dell'allontanamento dell'uomo dalla condizione bestiale per arrivare a quella divina.
Il desiderio di conoscenza e l'unione con la natura
Giordano Bruno pubblicò nel 1585 "Degli eroici furori", in cui si dice che l'uomo si innalzi all'amore totale della natura. Bruno trova il paragone ad Atteone, trasformato in un cervo dopo aver spiato Diana e averla vista nuda. Allo stesso modo, l'uomo ha un desiderio di conoscenza per il quale egli si identifica nel processo cosmico di trasformazione.
La natura è quindi il vertice della conoscenza e dell'amore umano come impulso vitale.
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